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Studi e Ricerche

Corri che ti passa: la storia del progetto.

E’ un progetto di promozione della cultura del benessere e di prevenzione in primo luogo dei disturbi mentali, in particolare collegati alla solitudine ed al vissuto depressivo. Trattandosi di attività fisica la prevenzione riguarda anche le malattie dovute ad uno stile di vita sedentario. Alla sua seconda edizione, partita il 30 maggio scorso, Corri che ti passa nasce come un progetto di ricerca pilota nel novembre 2007 indirizzato a 30 giovani milanesi di età compresa tra i 18 e i 30 anni che avvertivano la necessità di migliorare il loro benessere psicologico in modo nuovo e in un contesto non patologizzante.

Le richieste, che tra la prima e la seconda edizione sono state circa 140, sono pervenute tramite l’iscrizione al sito www.corrichetipassa.com. Tutti i partecipanti sono stati contattati dall’Associazione Mentecorpo per un primo colloquio di selezione, per il quale è stato utilizzato un questionario psichiatrico (SCID II) per escludere persone gravemente disturbate che non avrebbero potuto svolgere una tale attività con profitto. Le persone vengono riunite in gruppi di 10 persone e seguono un percorso di allenamento e di sviluppo psicologico-relazionale sempre all’interno del gruppo di partenza.

Alcuni numeri sul disagio mentale in italia.

Secondo recenti indagini ben il 18,1% della popolazione italiana soffre di disagio mentali, con un incremento dell’8,4% per anno. In particolare, i giovani sembrano essere più esposti al rischio di sviluppare ansia, depressione e dipendenze da alcool (EPREMeD1, 2007); quasi il 20% degli appartenenti alla fascia di età compresa tra 18 e 30 anni esprime un qualche disagio psichico, con forte prevalenza di depressione e disturbi d’ansia. Le risposte a questo fenomeno sono cura e prevenzione che, integrandosi in politiche mirate al benessere della comunità, possono ridurre non solo l’incidenza del disagio, ma anche la spesa pubblica connessa al trattamento sanitario dei disturbi psichici (“Guadagnare in Salute”, Unione Europea 2007).

Il ruolo della Psicologia Positiva

In un’ottica preventiva, la psicologia positiva è una corrente di studi centrata sulla promozione del benessere attraverso il potenziamento delle risorse individuali. La psicologia positiva ha fatto propria la definizione dell’OMS, che considera la salute non solo assenza di malattia, bensì stato di benessere psicologico, fisico e sociale. Tale definizione include la capacità di perseguire obiettivi di vita e la consapevolezza e sviluppo delle risorse personali.

Da questa prospettiva sono scaturiti programmi innovativi, tra cui il training psicofisico di “Corri Che Ti Passa”. Il training nasce dall’intento di mobilizzare le risorse dei giovani sia dal punto di vista fisico, attraverso l’allenamento, sia attraverso un intervento psicologico che stimola l’autoconsapevolezza e il miglioramento delle capacità relazionali. Movimento all’aperto, socializzazione e perseguimento di uno scopo condiviso come una city marathon rendono “Corri che Ti Passa” un’opportunità di vivere la città in modo diverso, usufruendo maggiormente dei parchi e delle strutture pubbliche, nonchè delle opportunità relazionali e “di rete” presenti in una grande città come Milano.

Corri che Ti Passa

Il training psicofisico “Corri Che Ti passa” integra la presa in carico psicologica di gruppo con dei veri e propri allenamenti di running. La prima edizione è stata portata a termine da 25 giovani, di età compresa tra 20 e 34 anni. I partecipanti, in gruppi di 10, per 6 mesi hanno svolto 2 allenamenti di running alla settimana al Parco Sempione; ad essi si è affiancato un training emotivo-relazionale di gruppo, condotto da due psicoterapeuti con cadenza quindicinale.

La ricerca

Al training è stata abbinata una ricerca con lo scopo di valutare:

1) la presenza nella vita dei partecipanti di esperienze di elevato benessere psico-fisico; 2) la felicità come costruzione di significati e sviluppo di progettualità nei diversi ambiti della vita (lavoro, relazioni, tempo libero, crescita personale, spiritualità, attenzione alla comunità e società);

3) l’impatto del training psicofisico sulla promozione del benessere e sullo sviluppo delle risorse individuali e relazionali.

A tale scopo i partecipanti hanno compilato alcuni questionari che valutavano le esperienze di elevato benessere psicofisico e la percezione di felicità e significato nei diversi ambiti della vita quotidiana; la raccolta dei dati è stata effettuata sia all’inizio del training (T0) sia alla fine (T1). I medesimi questionari sono stati anche somministrati ad un gruppo di controllo di 22 giovani, comparabili per sesso, età ed occupazione al gruppo dei partecipanti al training.

Prima...

All’inizio del training i partecipanti avevano in generale una percezione del proprio benessere tendenzialmente inferiore al gruppo di controllo. Ciò indica che l’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Salute ha richiamato l’attenzione di giovani effettivamente più esposti al rischio di malessere e disagio psicologico rispetto ai coetanei. A conferma di ciò i partecipanti – a differenza del gruppo di controllo - avevano indicato come sfida predominante nella propria vita attuale la crescita personale ed il benessere psicologico (da notare che le richieste di partecipazione pervenute per la prima edizione di Corri che Ti Passa sono state più di 80, a cui vanno aggiunte le 60 della seconda edizione per un totale di 140).

All’inizio del training sono state rilevate differenze significative tra i partecipanti ed il gruppo di controllo nella percezione di felicità nella vita in generale e nelle relazioni interpersonali in particolare. Inutile sottolineare quanto l’aspetto relazionale sia di fondamentale importanza per il benessere di tutti, ed in particolare dei giovani.

Dopo...

Al termine del training la percezione di felicità e significato nei diversi ambiti della vita si è in generale incrementata, seppure non in tutti i casi in misura statisticamente significativa. I cambiamenti favoriti dal training sono ancor più interessanti se si considera la breve durata del trattamento (6 mesi). “L’incisività del miglioramento psicofisico - dice la dottoressa Silvia Sarti, Psicoterapeuta Presidente dell’Associazione MenteCorpo – è probabilmente dovuta proprio all’integrazione di corpo e psiche: il lavoro di running, infatti, oltre alla capacità aerobica sviluppa consapevolezza ed accettazione corporea mentre la presa in carico psicologica delle risorse dei partecipanti incide sulla competenza emotiva e relazionale. La velocità dei cambiamenti rispetto ad altri programmi di presa in carico sembra invece direttamente riconducibile agli allenamenti che hanno favorito enormemente la coesione del gruppo rendendo possibile un training psico-relazionale approfondito anche in tempi brevi.”

Conclusioni.

In generale il training sembra aver aiutato i partecipanti a colmare il divario esistente inizialmente con il gruppo di controllo; in particolare è stato rilevato un miglioramento significativo nella felicità generale e relazionale, dimensioni nelle quali i partecipanti erano inizialmente carenti rispetto al gruppo di controllo.

Cambiamenti positivi significativi si sono rilevati anche nel livello di felicità percepito nella dimensione comunitaria e sociale, dove alla fine del training il risultato è stato addirittura superiore a quello riportato nel gruppo di controllo. Queste dimensioni della felicità riguardano la percezione di armonia tra l’individuo ed il suo contesto, inteso sia come rete sociale nella quale è inserito, sia come contesto comunitario di appartenenza. I partecipanti al termine del trattamento hanno modificato la percezione del proprio contesto sociale, fino a viverlo come un luogo vicino e amico, indicando la rete sociale come uno degli aspetti più significativi della loro vita. Anche il contesto sociale della città di Milano diventa quindi un luogo “a misura d’uomo” dove potersi esprimere e realizzare.

Al termine del training inoltre aumenta significativamente l’importanza che i partecipanti attribuiscono alla dimensione spirituale.

All’inizio del training, le attività sportive e quelle connesse all’autoconsapevolezza rappresentavano circa 1\3 delle situazioni associate dai partecipanti ad esperienze di intenso benessere psicofisico. Questo risultato si è incrementato fino al 55% nella rilevazione al termine del training, evidenziando l’impatto positivo del programma sull’acquisizione di uno stile di vita salutare, sia sul versante dell’attività fisica che della consapevolezza delle risorse individuali e relazionali.

In sintesi il training psicofisico ha mobilizzato le risorse dei partecipanti sia in termini di energie e capacità atletiche che di autoconsapevolezza e gestione delle emozioni. Il processo così innescato ha favorito l’innalzamento dei livelli di felicità, sia nella sfera personale che relazionale e sociale.

1 EPREMeD è l’acronimo di European Policy Information Research for Mental Disorders

2 OMS, Ufficio Regionale per l’Europa; “Guadagnare in salute”, Copenhagen 2006

“E-motion: effetti del training psicofisico “Corri che Ti Passa” sul benessere."
 
In collaborazione con l'Assessorato alla Salute del Comune di Milano ed il Dipartimento di Scienze pre-cliniche Lita Vialba, Università degli Studi di Milano.