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Saper amare e amarsi.

Esistono tantissime forme di amore. 

Nasciamo all’interno dell’amore nei confronti dell’altro, che è totale dipendenza, un bisogno assoluto. Anche tra gli adulti c’è chi ama ancora in questo modo. Chi ha un totale e assoluto bisogno del partner prova delle emozioni forti, nel bene e nel male. Può essere molto felice, ma anche rischiare di soffrire molto. Si sentirà sicuramente accolto e protetto, ma potrebbe non sviluppare ed esprimere a pieno la propria personalità.

C’è poi l’amore per se stessi. Si dice che per amare gli altri bisogna amare se stessi, eppure è sotto gli occhi di tutti che ci sono persone che amano gli altri e non se stessi ( e si fanno quindi maltrattare) e anche persone che amano se stessi e non gli altri (i narcisisti, per esempio). E’ difficile trovare l’equilibrio, come un equilibrista su un filo, ma in questo caso veramente necessario: bisogna amare sia se stessi sia gli altri ed imparare quando è opportuno dare priorità a sé o alla relazione. In questo aiuta molto crescere in un ambiente famigliare dove l’equilibrio è favorito quotidianamente e nelle piccole cose ed anche nei diversi periodi di vita; c’è per esempio un tempo più adatto a se stessi (per esempio l’adolescenza) ed un altro più alla relazione di coppia (la vita adulta). Un ambiente famigliare che favorisca troppo la relazione di coppia in adolescenza potrebbe infatti aiutare a sviluppare poco amore per se stessi, per esempio. Anche un modello di genitore dello stesso sesso estremamente narcisista potrebbe non favorire la consapevolezza dell’importanza dell’equilibrio tra la concentrazione totale su stessi ed il dimenticarsi di sé per il bene degli altri. 

C’è l’amore delle amicizie profonde, basate sulla lealtà e la fiducia; dei sentimenti fortissimi se pensiamo che sussistono senza la colla della passione e della sessualità.

L’amore per i figli, per i genitori, per gli animali oppure per il prossimo, per la vita.

Accettando tutte queste forme di amore, prendendone il bello e accettandone i vincoli o le difficoltà che comportano, sentiamo di vivere veramente. 

Quando dubitiamo della nostra capacità di amare è probabile che giudichiamo negativamente la forma di amore che stiamo provando, come la dipendenza per esempio. Se consapevolmente riteniamo non vada bene per noi possiamo cercare di cambiare, partendo da noi stessi, oppure, se non riusciamo, facendoci aiutare.

Oppure, caso più frequente, riteniamo di non saper amare, che l’amore dentro di noi sia bloccato, quando stiamo provando delle emozioni negative molto forti. La rabbia, per esempio, per la nostra condizione che non accettiamo, per la nostra sfortuna o per l’eccessiva quantità di dolore che secondo noi abbiamo dovuto provare (come in alcuni traumi). Oppure riteniamo di essere noi a non sapere amare quando in realtà abbiamo una paura tremenda di non essere amati e che nessuno ci sceglierà come oggetto d’amore.

La rabbia e l’eccessiva paura sono acerrime nemiche di qualsiasi forma di amore; in questo caso occorre prima di tutto diventare consapevoli di queste emozioni che ci stanno dominando e, una volta scaricate, elaborate, ordinate, riusciremo sicuramente a provare ancora il desiderio e la capacità di amore nascosti sotto di esse.

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